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Categoria: Web design e UXWeb design e UX

Tool di prototipazione UX: come scegliere quello giusto (con alternative open source)

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Autore articoloRedazione ABC

Come scegliere un tool di prototipazione UX nel 2026: guida pratica

Durante i nostri corsi ci viene spesso chiesto quale tool di prototipazione UX conviene scegliere, quale sia il migliore. C'è chi si orienta verso opzioni open source, chi proviene dal mondo Adobe (con delusione) e chi semplicemente vuole capire da dove iniziare senza perdere intere settimane in prove.

Oggi le alternative sono davvero tante, spesso diverse tra loro, ma sicuramente un ruolo fondamentale è svolto da Figma.

In questo articolo proviamo a fare ordine partendo da ciò che succede davvero nel mercato. Analizziamo i tool più utilizzati e in quali casi conviene guardare ad alternative meno conosciute ma comunque valide. Parleremo anche di Adobe (ricordate Adobe?!) e del ruolo che ha oggi nella prototipazione UX oltre che alle soluzioni open-source.

Quali sono oggi i tool di prototipazione UX più usati

Partiamo con il dire che è meglio non affidarsi alle sensazioni e vale la pena guardare cosa dicono i dati. Una delle ricerche più citate nel settore è la Design  Survey Tools 2024, che ha raccolto le risposte di oltre 2.200 professionisti UX e UI.

Quello che emerge è un mercato molto più concentrato di quanto si possa pensare con Figma protagonista assoluto, sia per l'interface design (con oltre l'80% delle preferenze) sia per la prototipazione di base (click, transizioni, overlay, micro-interazioni leggere) con oltre il 70% delle preferenze. E' inoltre interessante notare che chi usa Figma per disegnare le interfacce tende quasi sempre a usarlo anche per i prototipi. In pratica, una volta entrati nell’ecosistema, si resta lì. È comodo, veloce e riduce il numero di strumenti da gestire.

Quando però il livello di complessità aumenta, le cose cambiano. Nei prototipi più avanzati, quelli con interazioni complesse per intenderci, iniziano a comparire tool più specialistici. Figma resta molto utilizzato, ma soluzioni come ProtoPie si ritagliano uno spazio importante, soprattutto per chi cerca prototipi davvero vicini all’esperienza finale.

Da qui nasce un pattern che vediamo spesso anche nel lavoro quotidiano: non un unico tool “che fa tutto”, ma un workflow a due strumenti. Figma per UI, design system e prototipi base, affiancato da tool dedicati quando serve spingersi oltre.

La tendenza che maggiormente ci ha colpito riguarda la prototipazione avanzata. C'è infatti una parte crescente dei professionisti che inizia ad utilizzare approcci code-based. Non è certamente la scelta più diffusa, ma è un segnale chiaro di come il confine tra design e sviluppo stia diventando sempre più sottile.

Prima di scegliere un tool: le domande che vale davvero la pena farsi

Se sei in procinto di scegliere un tool a cui legare le tue prossime ore di lavoro, vorrei suggerirti una serie di domande che possono aiutare a riflettere su cosa si sta davvero cercando.

La prima domanda riguarda il livello di fedeltà del prototipo. Alcuni progetti necessitano di semplici wireframe per ragionare sull'architettura dell'informazione mentre, in altre situazioni, c'è bisogno di una maggiore fedeltà. Si arriva addirittura all'elaborazione di prototipi "quasi reali", necessari per testare micro-interazioni e comportamenti complessi e non tutti i tool in commercio coprono ogni livello.

Un altro aspetto sottovalutato è ragionare sul proprio metodo di lavoro. Lavorare da soli o in un team cambia radicalmente l’approccio. Fattori come i commenti, il co-editing in tempo reale, la gestione dei permessi, il versioneing e le librerie condivise possono fare la differenza e non tutti i tool le sviluppano in modo adeguato.

C’è poi il tema del design system. Se stai lavorando su un progetto che deve scalare nel tempo, diventa fondamentale capire come il tool gestisce componenti, varianti, token o variabili e, soprattutto, la governance delle librerie condivise. Un design system fragile è uno dei motivi principali per cui si cambia strumento dopo pochi mesi.

A questo punto è doveroso aprire un focus sull’handoff verso gli sviluppatori. Non tutti i tool infatti facilitano questo passaggio, alcuni lo rendono addirittura più macchinoso. Le integrazioni con gli strumenti di sviluppo fanno una grande differenza nel lavoro quotidiano.

Vale poi la pena analizzare le piattaforme già utilizzate in azienda. Non tutti possono lavorare con soluzioni cloud, magari vincolati da restrizioni di rete o policy IT. C'è chi preferisce tool utilizzabili via browser e chi invece non rinuncia ad applicazioni desktop magari in ambienti misti Windows/macOS.

Se poi l’obiettivo è fare test su device reali, allora entrano in gioco altri fattori: link condivisibili, app companion, modalità di preview e prestazioni del prototipo. Un prototipo che funziona bene sullo schermo del designer non è detto che si comporti allo stesso modo su uno smartphone.

Ma il  tema dei temi resta sempre il budget ed il tipo di licenza. Alcuni tool sembrano molto convenienti ma sviluppano prezzi elevati quando il team si ingrandisce. Conviene sempre guardare il costo sul medio periodo, non solo il prezzo di partenza.

Infine è necessario valutare quanto conta l’ecosistema. La presenza di plugin, di community attive, di template pronti o l'utilizzo di IA possono rendere un tool molto più efficace nella pratica di quanto dicano le sole feature sulla carta.

I principali tool di prototipazione UX: punti di forza e quando sceglierli

Qui sotto trovi i tool “più cercati e più usati”, organizzati per scenario (non per “classifica assoluta”).

1) Figma: il più completo per team e prototipi “end-to-end”

Ideale se lavori in team, vuoi un flusso unico per wireframe, UI, prototipo, handoff.

Punti di forza tipici sono la prototipazione avanzata, la possibilità di realizzare prototipi più realistici usando variabili in prototipazione (stati, contenuti dinamici, ecc.) e l'enorme standardizzazione di mercato.

Il tool può avere dei limiti in presenza di prototipi “ultra reali” con logiche complesse, multimodalità, sensori, comportamenti fisici. In questo caso entrano in gioco tool come ProtoPie o soluzioni code-based.  

2) ProtoPie: per prototipi ad altissima fedeltà

Ideale se devi simulare esperienze realistiche (gesture, input, interazioni complesse) per test seri con utenti e stakeholder.

Dalla survey emerge come uno dei tool specialistici più apprezzati in termini di soddisfazione, pur con uso inferiore rispetto a Figma.

3) Framer / Webflow: quando il prototipo deve diventare (quasi) prodotto o landing

Ideale se hai bisogno di prototipi che “sembrano già siti” e interessa molto la resa web. Spesso questi tool entrano più in logiche design-to-site che prototipazione pura.

4) Sketch: ancora valido in contesti macOS-centric, ma meno “default” nei team moderni

Ideale se fai parte di un team Mac con workflow consolidato e preferenza per tool desktop. Se però devi collaborare su base ampia o in ambienti ibridi, molti team ormai standardizzano su tool cloud-first.  

5) Axure / UXPin: prototipi complessi, logiche, flussi “da prodotto enterprise”

Ideale se devi prototipare logiche, stati e condizioni. Nel panorama “advanced prototyping” Axure compare tra i tool usati (seppur con quote contenute).  

Alternative open source: quando hanno senso e quali scegliere

Se stai cercando alternative open source a Figma, la domanda giusta non è “quanto sono simili?”, ma quale livello di prototipazione mi serve e quali vincoli ho (privacy, IT, budget, lock-in)?

Penpot: l’alternativa open source più credibile “tipo Figma”

Ideale se sei alla ricerca di un tool moderno, collaborativo, e soprattutto open source con possibilità di self-hosting. Penpot si presenta come tool web-based open source che collega design e sviluppo, con focus su collaborazione e prototipazione.  Un elemento distintivo è l’orientamento agli standard web (SVG/CSS/HTML/JSON), utile anche per la collaborazione dev.

Quando sceglierlo:

  • vuoi ridurre dipendenza da ecosistemi proprietari,
  • hai esigenze di controllo dati o self-hosting,
  • vuoi una curva di adozione simile ai tool moderni.

Quant-UX: prototipazione + user testing (open source)

Ideale se oltre al prototipo vuoi anche una parte di testing/analytics integrata (scenario più “research-oriented”). Quant-UX si posiziona come tool open source che unisce prototipazione e ricerca/test.

Pencil Project: wireframe e mockup open source, semplice e offline

Ideale se ti serve un tool leggero per wireframe/mockup (soprattutto low-fi) e vuoi qualcosa di installabile senza licensing. Pencil Project si descrive come tool open source multipiattaforma per prototipazione GUI e mockup.  Il limite tipico è che non è pensato per competere con i flussi enterprise moderni (design system complessi, collaborazione live evoluta, ecc.).

Focus Adobe: dove si colloca oggi (e cosa significa per chi deve scegliere un tool)

Nella pagina di supporto Adobe, si ricorda che Adobe XD è in maintenance mode, non vengono sviluppate nuove funzionalità, ma continuano supporto e aggiornamenti per bug/security/privacy.  

Qui può terminare il paragrafo 🙂

In realtà, se stai scegliendo un tool “da imparare oggi” per lavorare nei prossimi anni, XD è raramente la scelta più strategica; Se invece hai progetti legacy in XD, può avere senso mantenerlo nel breve periodo, ma con un piano di migrazione.

Adobe nel workflow UX/UI non sparisce ma cambia ruolo. Anche se XD è fermo, Adobe resta spesso centrale per la costruzione di asset visual (immagini, illustrazioni, brand) e per i contenuti di marketing e creativi che entrano nelle UI.

Ma il “centro” della prototipazione UI/UX, in molte aziende, si è spostato verso piattaforme collaborative come Figma (anche perché il mercato si è consolidato fortemente) considerando che questa piattaforma sta introducendo strumenti nativi (anche AI) per ridurre la necessità di “saltare” su editor esterni per modifiche base alle immagini, in un territorio tradizionalmente presidiato da Adobe.  

Quale tool scegliere: 4 scenari tipici

Scenario A - “Sono all’inizio e voglio un tool spendibile nel lavoro”
Figma: standard di mercato + tanta documentazione/community + workflow end-to-end. 

Scenario B - “Team prodotto, collaborazione quotidiana, design system”
Figma (o Penpot se open source/self-hosting è un requisito).  

Scenario C - “Devo testare microinterazioni e prototipi super realistici”
Figma per UI + ProtoPie (o code-based) per prototipi avanzati: approccio “two-tool workflow”.  

Scenario D - “Azienda con vincoli di privacy/IT e controllo dati”
Penpot (self-host) o stack open source (in base ai requisiti).  

E dopo la scelta: come imparare davvero un tool (senza perdere settimane)

Il punto non è solo “quale tool”, ma come lo usi:

  • organizzazione file e librerie,
  • componenti/varianti,
  • prototipazione (base e avanzata),
  • collaborazione e handoff,
  • best practice per lavorare con developer e stakeholder.

Se vuoi accelerare e imparare con un percorso strutturato ricorda che su ABC Formazione trovi percorsi formativi adatti a questa necessità. Dai un’occhiata.  

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