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Linkedin: come impostare una sponsorizzazione

Linkedin: come impostare una sponsorizzazione

Solitamente, quando si inizia una campagna di advertising sui social network la maggior parte del budget (e delle energie) viene investita su Facebook. Il social ideato da Mark Zuckerberg infatti, oltre ad aver radicalmente cambiato il nostro modo di navigare (e vivere), è anche il portale con i migliori rendimenti in termini di rapporto qualità(quantità)/prezzo quando si effettuano delle sponsorizzazioni. Il gran numero di utenti iscritti e - soprattutto - la quantità di informazioni che questi diffondono all’interno del social network fa sì che con pochi euro si possano raggiungere migliaia di contatti (ottenendo altrettante interazioni, clic, etc).

Tuttavia, Facebook spesso pecca di approssimazione. A volte è quindi consigliato, soprattutto se si ha a disposizione un budget adeguato (cosa rara, ahimè), di dedicare parte dell’investimento per pubblicità sui social network, a Linkedin.

Il portale pensato per favorire i rapporti lavorativi garantisce infatti una notevole qualità relativamente alle informazioni a disposizione di chi si appresta a effettuare una sponsorizzazione. Chiunque si registri su Linkedin infatti inserisce accuratamente tutti i dati che lo riguardano: posizione lavorativa, università frequentata, professioni passate, campi di studio, interessi, capacità, colleghi, compagni di studi, età, tempo trascorso in azienda, dimensioni dell’azienda in cui lavora, etc. Come vi renderete conto, si tratta di un database che vale oro per chi volesse intercettare un target specifico. E infatti, Linkedin si fa pagare oro.

Ma andiamo per gradi e capiamo come impostare una sponsorizzazione su questo social network.

Ovviamente il primo setp per realizzare una campagna di sponsorizzazioni è avere la gestione di una Pagina Aziendale. A questo punto è necessario:

  • accedere alla piattaforma di gestione delle inserzioni (linkedin.com/ads)
  • impostare un account pubblicitario
  • selezionare una pagina
  • creare una campagna scegliendo il tipologia.

Sono infatti tre le tipologie di campagne messe a disposizione da Linkeding:

Contenuti sponsorizzati

Si tratta di promuovere un contenuto già esistente (o di realizzarne uno inedito specifico per la campagna). Da qualche tempo, inoltre, è stato inserito un modulo per la Lead Generation che permette di raccogliere direttamente i contatti di persone interessate al proprio prodotto o servizio. Una volta scelto o creato un post quindi si compone un messaggio con una call to action e un banner (300x250px). Come per Facebook, bisogna poi impostare un target (salvabile) attraverso tutti i filtri di ricerca messi a disposizione dal social network. Si deve inoltre notare che si possono attivare campagne solo per gruppi di almeno 1000 destinatari per evitare campagne con performance troppo basse o create ad personam. In questo caso si può pagare per CPM (costo per ogni 1.000 impressione) o CPC (costo per click). Anche su questo social network abbiamo a che fare con il meccanismo dell’asta: più alta è l’offerta, maggiore è la performance. Il prezzo realmente pagato può essere tuttavia essere inferiore all’offerta fatta (si paga 1 centesimo in più dell’offerta fatta da chi è posizionato dopo nell’asta).

Annunci di testo

Si tratta del classico annuncio sponsorizzato (e non di un post che compare nella newsfeed, come nel caso precedente). Tuttavia non è molto consigliato il loro utilizzo per almeno tre motivi:

  • non sono mostrati sull’app e sulla versione mobile (laddove il 60% circa del traffico del social avviene tramite smartphone)
  • sono solitamente poco efficaci in termine di CTR (numero di click rispetto alle impression)
  • nonostante questo sono piuttosto costosi (minimo 1,5/2€ a click)

Anche in questo caso, i paramentri messi a disposizione da Linkedin per effettuare la targettizazione sono molti e di grandissima qualità (come si può vedere dall'immagine sottostante).

Messaggi in Mail

L’ultima tipologia di sponsorizzazione messa a disposizione da Linkedin sono i messaggi privati: si tratta di messaggi - più complessi di quelli gratuiti - che vengono inviati a un gruppo di destinatari selezionati in base alle caratteristiche professionali. Il mittente del messaggio non è la Pagina Aziendale ma il Profilo Privato di chi imposta la sponsorizzazione in modo da premiare il lato umano del rapporto digitale e per non far risultare tale messaggio come un invio di spam. Per questo genere di sponsorizzazione la metrica di valutazione è il CPS (costo per invio). La campagna si attiva quando un membro di Linkedin che fa parte del target che abbiamo selezionato accede al social network. L’asta stabilisce quindi l’ordine di invio rispetto a eventuali concorrenti sullo stesso target. Non è necessario mettere un budget che copra l’intera audience definita tramite la targettizazione: si raggiunge un numero di persone che corrisponde all’offerta realizzata.

Ora che sapete come impostare una campagna di sponsorizzazione su Linkedin potete iniziare a “sporcarvi le mani” tenendo bene a mente che per i contenuti sponsorizzati il costo di un’interazione è difficilmente inferiore a un euro, mentre per i messaggi in mail si aggira intorno a 50 centesimi.

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