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La storia dell'advertising

La storia dell'advertising

Conosciamo tutti la pubblicità ma sappiamo realmente come nasce e quali sono le sue origini? Tralasciando per un momento l'aspetto commerciale dei fatti, andiamo a vedere da vicino come nasce il concetto di pubblicità e quando inizia a svilupparsi.

 

Torniamo all'antico Egitto

 

Avreste mai pensato che le origini della pubblicità risalgono all'antico egitto? E' proprio così, gli antichi egiziani utilizzavano il papiro per realizzare affissioni per fini commerciali. Allo stesso modo già nell'antica Pompei e nell'antico regno Arabo, si usava realizzare messaggi ai fini della promozione delle campagne politiche. In tutto il mondo, dal sud america all'asia, ci sono tracce di dipinti murali con lo scopo di promuovere un qualche tipo di attività.

 

Pensiamo anche ai tempi più vicini a noi come i medieoevo. Avete presente le insegne come "fabbro","locanda" e via dicendo nel classico immaginario di quell'epoca? Bene, queste insegne sono state spesso supportate da rappresentazioni visive dell'attività in questione per rendere più "appetibile" l'attività commerciale. Se avete mai visitato città di origine medievale come Praga, avrete sicuramente notato che molte taverne o birrerie hanno vicino all'insegna un boccale di birra o il negozio di orologi, appunto un'orologio. In qualche modo, già all'epoca, queste associazioni rappresentavano la prima forma di pubblicità.

 

Forme moderne di publicità

 

Dal 18esimo secolo, in Inghilterra, inizia a comparire la pubblicità stampata nei primi giornali cartacei dell'epoca e insieme ad essa iniziarono a comparire le prime regolazioni per evitare  le truffe e le false pubblicità che avevano lo scopo di truffare le persone, sfruttando i tempi incerti di quegli anni.

 

La pubblicità moderna inizia però nel 19ensimo secondo con Thomas J. Barratt, il pioniere del brand marketing, chiamato anche il "padre della pubblicità moderna". Barrat creò un'efficace campagna pubblicitaria per i prodotti dell'azienda in cui stava lavorando (Pears Soap) in cui usava in modo strategico slogan e immagini al fine di promuovere un messaggio e stimolare le vendite.

 

 

Come spesso accade nella pubblicità, il suo metodo consisteva nell'associare il prodotto pubblicizzato alla qualità, usando immagini di grande impatto (per quell'epoca).

 

Sempre Barrat, nel 1907, introduce il concetto secondo il quale i gusti del cliente cambiano nel tempo e cosi deve cambiare anche la comunicazione pubblicitaria, adattandosi al momento. Un'idea vincente per la generazione precedente, potrebbe rivelarsi piatta e poco efficace per la generazione attuale. 

 

Non si tratta di idee migliori o meggiori ma semplicemente di cose più o meno adatte al contesto attuale.

 

L'esplosione della pubblicità

 

Inutile dire che la vera esplosione della pubblicità si ha con l'avvento delle industrie, in particolar modo negli Stati Uniti. La necessità di far comprare alle persone i prodotti fabbricati porta ad una sorta di pubblicità subliminale che tenta di creare il desiderio nelle persone, di acquistare determinati prodotti.

 

 

Edward Bernays è stata una delle figure principali ad applicare questo metodo di manipolazione delle menti ed è stato in seguito associato al fatto di essere uno dei padri della pubblicità moderna, insieme a Barrat.

 

In questo contesto, in cui la pubblicità punta alla massa, nei primi del 1900, quale pensate sia il settore che più ha bombardato le persone con l'advertising? Ovviamente l'industria del tabacco. Ed è stato proprio Bernays ad aver ideato alcune campagne che associavano le sigarette a concetti positivi.

 

 

Questo concetto è stato inculcato nelle menti cosi bene che solo oggi iniziamo a perceprire il fumo come una cosa negativa, dopo oltre venti anni di battaglia contro le sigarette, a livello di comuncazione e pubblicità. Do fatto, oggi, è vietato ai brand del tabacco di farsi pubblicità come lo èra anni fa.

 

 

Chi ha introddotto il sesso nell'advertising?

 

Sembra difficile immaginarlo ma è stata una donna. All'epoca, la pubblicità era un settore particolarmente fertile per le donne perchè in genere si occupavano loro di fare la spesa nella vita di tutti i giorni. Quindi chi meglio di loro poteva capire le esigenze del mercato?  Motivo per cui sempre più donne sono state inserite nel proceso creativo della campagne pubblicitarie.

 

La campagna in questione promuoveva un sapone e citava:"Una pelle che amerai toccare". Realizzata del 1911 dalla J. Walter Thompson, che oggi ha oltre 200 sedi in 90 paesi del mondo.

 

 

Da questo momento in poi la pubblicità letteralmente esplode. Nel 1920 compare la prima pubblicità alla radio e nel 1950 segue quella in televisione, per arrivare agli anni 90 con internet.

 

La pubblicità è passata per varie fasi ma più che mai, oggi è in costante mutamento. Sembrano lontani i tempi in cui il guerrilla marketing ci stupiva vero? E pure parliamo di pochi anni fa. Oggi ogni cosa è accelarata e siamo colpiti quotidianamente da mille stimoli e input.

 

Se ottanta anni fa era semplice manipolare la mente degli acquirenti con semplici slogan, oggi è quasi impossibile. Siamo abituati quasi geneticamente alla pubblicità, al punto che quasi nemmeno la vediamo. E' stato calcolato che la pubblcità a piena pagina su un quotidiano, ha circa mezzo secondo di tempo per catturare l'attenzione di una persona che sta sfogliando le sue pagine. 

 

Immaginate nello scenario attuale, col mercato saturo e innovazioni continue. a quante manipolazioni inconscie siamo sottoposti ogni giorno affinchè la nostra mente sia guidata negli acquisti. Molte persone pensano che siamo noi a scegliere cosa compriamo nel supermercato...ve lo siete mai chiesto? Pensate che siete voi a decidere?


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La pubblcità oggi viaggia su tanti canali, alcuni visibili e altri meno. Alcune sono dirette e lavorano sull'immediato ed altre sono indirette e lavorano sul lungo termine per creare un senso di appartenenza a brand. 

 

Cosa è un Love Mark?

 

Il concetto di Love Mark è stato introdotto anni fa da Kevin Roberts, Ceo della Saatchi & Saatchi. Per farla breve, visto che vi è stato dedicato un libro intero (che vi consiglio di leggere), un brand diventa un Love Mark quando i suoi clienti diventano i suoi fan, e amano quel brand nel vero senso della parola, sentendosi rappresentati in qualche modo da esso.

 

Quali sono i Love Brand più famosi al mondo? Nike, quante persone al mondo ci sono che quando vanno a comprare le scarpe sportive non prendono in considerazione altro che Nike, sentendosi rappresentate dall'energia che questo brand rappresenta?

 

Coca Cola, la bevanda che tutti amano. Ci sono migliai di Love Mark e sicuramente anche tu, che mi leggi ne hai uno. Barilla forse? Pensaci, quale è un marchio che ami a prescindere? Qualsiasi cosa può essere un Love Mark, dai Simpsons ad un paese....e sai quale è il Love Mark geografico per eccellenza? Non lo sai?

 

Italia! Italia per tantissime persone al mondo rappresenta un Love Mark. Il cibo, l'arte, la natura, il mare, la moda, il design, le città...l'Italia è un vero e proprio Love Mark geografico e ne dobbiamo andare fieri.

 

Oggi nella pubblicità, cosi come all'epoca, puntiamo a colpire le emozioni, i sentimenti. Cerchiamo una connessione con il pubblico e vogliamo stabilire un rapporto duraturo di fedeltà reciproca. I grandi Brand, oggi più che mai sono attenti a proprio pubblico e vogliono essere certi di comunicarlo in maniera efficace. 

 

Nella pubblicità vogliamo parlare direttamente ad un target specifico in modo chiaro e comprensibile. Cerchaimo quella connessione stabile che faccia diventare i Brand, dei veri Love Mark.

 

 

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