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Come progettare un logo

Come progettare un logo

Se la tua passione è quella del brand design e vedi il tuo futuro nella progettazione di marchi e logo, devi conoscere alcuni punti fondamentali che potranno fare la differenza tra un brand scadente e uno vincente.

La prima cosa da comprendere è che non tutti i progetti di branding sono uguali e che alcuni di questi potrebbe non rispecchiare il nostro stile personale. Come designer avrai sicuramente uno stile e un gusto estetico che, potrebbe non essere in linea con quello che vuole il cliente. Può sembrare assurdo ma come prima regola, bisogna comprendere quando è il caso di accettare o declinare un lavoro nel branding. La vostra responsabilità come designer, sarà quella di creare un brand che funzioni e se siete i primi che non trovano l’idea del cliente in linea con il vostro stile, difficilmente potrete realizzare un prodotto di successo.

Abbiate quindi il coraggio di dire no e accettare solo progetti in linea con il vostro stile. Solo cosi potrete dare il massimo della vostra creatività.

Un’altro aspetto molto importante è quello dedicato ovviamente alla progettazione. Non accendete il computer senza aver prima progettato il brand su carta e aver condiviso con il cliente la vostra idea. La maggior parte dei clienti ama e ha bisogno di essere coinvolta nella fase di progettazione affinchè senta il brand proprio.

Quando mi occupavo di brand design ho compreso che la cosa più importante è fare le giuste domande al cliente per comprendere in fase del brief ,quello che desidera e quale sia il suo immaginario del logo che mi ha commissionato.

Capire a fondo le richieste, spesso a primo impatto contorte, del cliente è essenziale per una buona riuscita del progetto.

Una delle richieste più assurde che mi è stata mai fatta èra:”Voglio un logo moderno ma antico”. Di fronte ad una richiesta del genere di solito il designer prende nota della cosa e poi tornato a casa pensa:”Questo cliente non ci ha capito niente, come faccio a fare una cosa antica ma moderna?” l punto è proprio questo! La domanda che tendiamo a porci na volta finito il brief, sono le domande che andrebbero fatte in fase di brief ed è li che io ho chiesto al mio cliente:”Cosa intende per moderno? Cosa intende per antico?” Dopo qualche altra domanda ho compreso che per lui il senso di moderno èra dato da linee oblique e forme lineari e il senso di antico era dato dal bianco e nero e un senso delle fotografie anni 30. Con queste due informazioni ho potuto mettere meglio a fuoco cosa significasse per lui “moderno ma antico” e ho potuto dare forma alla sua “richiesta contorta” e soddisfare le sue esigenze in brevissimo tempo.

Se non capite bene le esigenze del vostro cliente, non importa quanto sia bello il brand che progetterete, semplicemente non verrà accettato. I clienti sanno quel che vogliono ma spesso, non sanno comunicarlo ed è compito del graphic designer, decifrare le necessità e le richieste del cliente.

Un altro aspetto fondamentale è capire ovviamente, il settore di appartenenza del brand e gli obiettivi dello stesso. Se ad esempio dovete fare un restyling di un logo, vi dovreste chiedere “perchè vogliono fare il restyling?”. In questi giorni ho commissionato ad un designer il restyling del logo di una delle mie attività e in fase di brief gli ho spiegato nei mini dettagli perché voglio fare il restyling, era fondamentale per me che lui capisse il motivo esatto della necessitò di restyling.

I brand designer che iniziano il loro percorso devono capire che quando si ha a che fare con il branding, è come avere a che fare con il figlio di qualcuno. Il brand è la prima immagine di un’attività e come tale, è molto importante. E’ davvero importante creare una sorta di empatia con il cliente e guadagnarsi la sua fiducia. Solo se il cliente si fida di voi, vi lascerà il giusto spazio per proporre idee originali. Se non c’è fiducia, il committente tenderà a manipolare lo sviluppo del design e vi aspetterà un lavoro davvero duro e frustrante.

Sempre per questo motivo vi consiglio di non fissarvi con le vostre idee. Anche se pensate che la vostra idea è davvero valida e al cliente non piace, chiedete perché non gli piace e cercate di capire, tra le righe, quale sia il motivo reale per cui la vostra proposta non piace al cliente. Spesso dietro a quello che sembra il gusto soggettivo si celano motivazioni ben precise e sta a voi capire quali sono. Come ho detto all’inizio, cercate di presentare le prime proposte sotto forma di bozza su carta e se potete, presentatele di persona al cliente in modo da poter spiegare ogni vostra decisione e motivare le vostre scelte. Se avete un rapporto online con il cliente cercate di programmare una riunione su skype oppure allegate alla proposta grafica una mail che spiega i vari punti che vi hanno portato a realizzare ciò che avete fatto. Se non lascerete nulla al caso, il cliente non potrà interpretare a suo modo e avrà ben chiaro cosa volevate comunicare. Una volta accettate le prime proposte grafiche e quando si è delineato un layout semi definitivo, si può passare al lavoro in Illustrator e quindi iniziare a realizzare il logo, secondo me, esclusivamente in bianco e nero. Se funziona in bianco e nero vuol dire che funzionerà anche a colori. Non abbiate fretta di aggiungere i colori. Aggiungere equivale ad aumentare la complessità e il povero cliente porrebbe dirvi che non gli piace una vostra proposta solo perche magari non è convinto dai colori che avete usato. Procedete per gradi, definite le forme, in seguito aggiungete i colori e quindi declinate il brand per visualizzare le sue varie applicazioni.

In ogni step di questo processo tenete sempre a mente che avete tra le mani una delle cose più importanti dell’attività del vostro committente e se affronterete questo lavoro con il massimo rispetto, ponendovi non solo come graphic designers ma quasi come consulenti, i clienti avranno piacere a lavorare con voi e grazie al passaparola, la vostra carriera non tarderà a decollare.

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