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La nuova specie di freelancer: genitori single

La nuova specie di freelancer: genitori single

Sempre più madri e padri single si stanno spingendo verso un lavoro da freelance rispetto a quello in agenzia, che richiede maggiore impegno in termini di tempo.

 Questo scenario molto serio, è interessante e ci fa capire come lo stato dovrebbe tutelare maggiormente la categoria dei freelance, in particolar modo quello nel settore creativo, esposto a poche regole e tutela da parte degli enti.

 

 

I clienti che tendono a pagare poco o a non pagare, sono un problema serio che ha una ripercussione completamente diversa se va a incidere su un freelance giovane che abita ancora coi genitori, piuttosto che su un freelance oltre i 30, che deve provvedere alle spese di tutti i giorni e al mantenimento di un figlio.

 

Il mondo del lavoro globale si sta muovendo sempre più velocemente vero la cosiddetta Freelance Economy che vede emergere sempre più siti e servizi dedicati al lavoro per i freelancers online.

 

Siti web di portata internazionale come Odesk, ora chiamato UpWork, insieme a realtà come Elance, sono in grado di generare reddito serio a migliaia di freelance sparsi per il mondo. Si può lavorare direttamente da casa e si ha la certezza di essere pagati. I lavori sono presenti in tutte le categorie: dalla creatività alla programmazione, alle traduzioni, marketing e molto altro.

Conosco personalmente persone che guadagnano uno stipendio più che dignitoso con collaborazioni ormai stabili da anni su queste piattaforme.

 

Altre realtà minori con cui io stesso ho lavorato qualche volta sono Twago e Freelancer. Piattaforme abbastanza serie dove è possibile trovare lavori interessanti. Il settore creativo è sottoposto ancora a grandi ribassi ma anche in questa direzione sto notando un miglioramento, in particolar modo nel settore UI design e UX.

 

I genitori single quindi, cominciano ad avere delle opzioni che in Italia si usano molto poco ma all’estero funzionano davvero alla grande, quello che serve è conoscere la lingua inglese, ormai linguaggio universale nel mondo del lavoro e saper fare bene il proprio lavoro. A quel punto ci si iscrive ai siti sopra citati e si può cercare lavoro o essere trovati, comodamente da casa. Su questi siti, in genere, è meglio prima riuscire a prendere qualche lavoro anche a basso costo, per “entrare nel giro” e cerarsi una reputazione, visto che i potenziali clienti tenderanno a chiamare chi ha già esperienze precedenti.



Per persone non abituate a ragionare da freelance, la cosa più importante è pensare in termini di guadagno annuo e non in termini mensili. Anche se le spese da affrontare saranno quelle mensili, è basilare pensare su un totale dell’anno e quindi organizzare il proprio lavoro da freelance su quella lunghezza d’onda. I freelance, specie agli inizi, non lavorano ogni mese e quando succede, non deve essere motivo di panico ma di concentrazione e dedizione al miglioramento delle proprie competenze.



 



Mi auguro che anche lo stato italiano in qualche modo agevoli seriamente la categoria dei freelance, sia dal punto di vista della tutela del lavoro che fiscalmente, tenendo conto del fatto che tra i freelance, ci sono persone che hanno grandi responsabilità, come appunto, la categoria dei genitori single che merita il massimo della protezione e tutela possibile.

Sei anche tu un freelance genitore single o ti trovi nelle condizioni di dover fare il freelance per stare vicino ai tuoi figli? Cosa pensi di questa situazione? 

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